Città fedelissima: perché Cava de’ Tirreni porta questo titolo
Sui documenti ufficiali, accanto al nome di Cava de’ Tirreni, compare spesso un aggettivo che incuriosisce i visitatori: “fedelissima”. Non è un vezzo retorico ma un titolo guadagnato sul campo, che affonda le radici nel Quattrocento e che i cavesi rievocano ogni anno con la polvere da sparo e i costumi della loro festa più amata.
Il 1460: la battaglia che fece la leggenda
Il momento fondativo è la battaglia di Sarno del 1460, quando — secondo la tradizione — gli uomini dei casali cavesi accorsero in aiuto di re Ferrante (Ferdinando I) d’Aragona, in grave difficoltà contro gli Angioini. Quel soccorso valse a Cava la riconoscenza della corona aragonese e i privilegi che ne seguirono, entrati nel racconto identitario della città.
Un titolo che vive ancora
La fedeltà alla corona non è rimasta inchiostro d’archivio. È diventata memoria collettiva e rito: la Disfida dei Trombonieri rievoca ogni anno quelle vicende, con gli otto casali storici che si sfidano a colpi di trombone in un misto di orgoglio, precisione e teatro. E la storia del documento più celebre legato a quei privilegi — la cosiddetta pergamena bianca — merita un racconto a parte.
Cosa significa oggi “fedelissima”
Per il visitatore, il titolo è una chiave di lettura: spiega perché a Cava l’identità civica sia così forte, perché i quartieri-casali abbiano ancora nomi, gonfaloni e rivalità, e perché la storia qui non stia nei musei ma nelle strade. Passeggiando nel centro storico — magari partendo dalla guida su cosa vedere in città — quel Quattrocento si incontra a ogni angolo.
Le date e i dettagli documentali delle concessioni aragonesi sono materia di studio e in parte dibattuti [DA VERIFICARE riferimenti archivistici puntuali]; quello che non è in discussione è il posto che questa storia occupa nel cuore dei cavesi.
Storie, eventi e rievocazioni: iscriviti alla newsletter di Visit Cava per non perdere il calendario delle tradizioni.