Da Cava a Vietri lungo la via dell’acqua: torrenti e vecchi mulini
C’è un filo d’acqua che cuce la valle di Cava de’ Tirreni al mare di Vietri: il torrente che per secoli ha fatto girare mulini, cartiere e opifici lungo la sua discesa verso la costa [DA VERIFICARE denominazioni e tratti percorribili]. Seguirne il corso è una delle camminate più suggestive della zona — un viaggio in discesa dalla montagna al mare, attraverso l’archeologia industriale minore che ha fatto la fortuna di questi paesi.
La civiltà dell’acqua
Prima del vapore e dell’elettricità, l’energia era l’acqua: lungo le gole tra Cava e Vietri si allineavano mulini per i grani e opifici, di cui restano ruderi, canalizzazioni e toponimi [DA VERIFICARE siti documentati]. È la stessa logica della più celebre Valle dei Mulini di Amalfi — ma qui senza folla, nella versione autentica e un po’ segreta che è la specialità della valle metelliana.
Il percorso: dalla valle al mare
L’itinerario segue il fondovalle verso Vietri, alternando tratti di sentiero, stradine e passaggi tra i vecchi opifici [DA VERIFICARE percorribilità, accessi e sicurezza dei singoli tratti — informarsi localmente prima di partire]. Il premio finale è doppio: l’arrivo a Vietri sul Mare con le sue ceramiche e la possibilità di chiudere in spiaggia — pochi trekking al mondo finiscono con un tuffo e un piatto di paccheri.
Perché farlo
- È in discesa: il trekking democratico per eccellenza (il ritorno si fa in treno o bus).
- È fresco: la gola e la vegetazione riparano anche d’estate.
- È un racconto: ogni rudere è un capitolo di storia economica della valle.
Info utili
- Scarpe: da trekking anche se si scende: il fondo è irregolare.
- Contesto: il percorso nella rete dei sentieri di Cava.
- Abbinata: salita mattutina al San Liberatore per i più allenati.
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